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Negli scorsi giorni la Confraternita ha acconsentito alla richiesta della fotografa Iwajla Klinke di poter fotografare l'abito da "Giudeo". La richiestra rientra in un lavoro di ricerca sulle tradizioni religiose in europa

La dott.ssa  Iwajla Klinke ha studiato Scienze Politiche, Storia dell’Arte, Cultura Ebraica e Islamica presso la Freie Universitaet di Berlino. E’  fotografa e  film-maker e vive a Berlino. Ha lavorato per anni come giornalista freelance prima di realizzare il suo primo film Moscobiye nel 2004. Il suo secondo film dal titolo The Raging Grannies Anti Occupation Club (Il club antioccupazione delle nonnine infuriate) realizzato nel 2007 ha ricevuto il plauso della critica e selezionato per la 34° edizione Mostra Internacional De Cinema di San Paolo in Brasile. Negli ultimi anni Iwajla Klinke si è dedicata, con grande successo di pubblico e di critica, alla fotografia presentando i suoi lavori in mostre collettive e personali in Europa.

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Si è concluso oggi il progetto "La Settimana Santa a Domusnovas". Si è trattato di una serie di incontri che ha coinvolto tutti i bambini delle scuole primarie di Domusnovas. I Confratelli hanno illustrato ai bambini la storia e le carratteristiche della Settimana Santa, portando in aula anche alcuni arredi della Settimana Santa

Un sentito ringraziamento alle maeste a tutti i meravigliosi bambini che hanno seguito con interesse e dedizione quanto esposto dai confratelli.

Messaggio del Vescovo per la Quaresima

 
Viviamo tempi difficili: crisi economica e occupazionale, che rende problematica la vita a molte persone e a molte famiglie; crisi di valori, che provoca fragilità sociale, profonde lacerazioni nei rapporti interpersonali, smarrimento dell’orizzonte del bene comune, illegalità diffusa, sfiducia nelle istituzioni…
Come reagire da credenti? Possiamo vivere queste difficoltà senza lasciarcene travolgere? Si può trasformare la crisi in opportunità, in occasione di crescita?
La Chiesa chiama “tempo favorevole per la nostra salvezza" la Quaresima che stiamo iniziando. Davanti a noi sta la novità della Pasqua di Cristo. Possiamo dire con Papa Francesco: “non lasciamoci rubare la speranza!".
 
Nel percorso quaresimale la Parola di Dio ci guiderà, domenica dopo domenica, a comprendere il battesimo che abbiamo ricevuto. Saremo esortati a immergerci sempre di nuovo in Cristo, per dare senso e vitalità alla nostra storia personale e alla storia del mondo. Nel suo messaggio il Papa scrive: “Questo tempo di Quaresima trovi la Chiesa intera disposta e sollecita nel testimoniare a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale il messaggio evangelico... Potremo farlo nella misura in cui saremo conformati a Cristo, che “si è fatto povero e ci ha arricchiti con la sua povertà"(cfr. 2Cor 8,9).
Se cresciamo nella nostra unione con Lui, la nostra fede ci darà la possibilità di affrontare le difficoltà attuali con lo stesso atteggiamento di Gesù, che sulla croce ci rivela l’amore del Padre misericordioso pronto ad abbracciare ogni persona. “Ad imitazione del nostro Maestro, – ci ricorda Papa Francesco – noi cristiani siamo chiamati a guardare le miserie dei fratelli, a toccarle, a farcene carico e a operare concretamente per alleviarle". La nostra povertà, le difficoltà in cui noi stessi viviamo, non possono impedirci di amare come Cristo e diventare misericordiosi e operatori di misericordia. Con l’impegno a superare tutte le miserie, materiali, morali e spirituali, che ci impediscono di vivere degnamente, ci rendono schiavi dell’egoismo e di tanti vizi e ingiustizie e incapaci di scoprire la bellezza dell’amore autentico, avremo in dono la salvezza perché impareremo a vivere da figli di Dio in Cristo.
Non chiudiamo gli occhi di fronte alle difficoltà che opprimono tanti fratelli e tante famiglie! Come discepoli di Cristo siamo chiamati a farcene carico. Accogliamo il suggerimento del Papa: “Ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà". È questo il vero senso della penitenza, dell'elemosina e del digiuno che ci viene proposto in questo tempo quaresimale. Ci costa, certo. Ma giustamente il Santo Padre ci ricorda: “La Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione... Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spogliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole".  
Accettando il mistero della croce riceveremo il dono di partecipare alla gloria della risurrezione. “Il Signore – conclude Papa Francesco – ci invita ad essere annunciatori gioiosi di questo messaggio di misericordia e di speranza! È bello sperimentare la gioia di diffondere questa buona notizia, di condividere il tesoro a noi affidato, per consolare i cuori affranti e dare speranza a tanti fratelli e sorelle avvolti dal buio". 
Sia questa la nostra Quaresima!
 
+ Giovanni Paolo Zedda

Il messaggio del vescovo per la Pasqua: "Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà"  

 

Era questa la frase, tratta dalla seconda lettera di Paolo ai Corinzi (8,9), scelta da Papa Francesco per guidarci nel cammino della Quaresima appena conclusa.
In tutto il tempo quaresimale, tempo di ascolto, di penitenza e di carità, e soprattutto in questi giorni della Settimana santa, abbiamo avuto modo di osservare e contemplare il Signore Gesù che “si è fatto povero�?, “si è svuotato�?, si è fatto “servo�?, “si è umiliato fino alla morte di croce�?. 
Possiamo davvero dire che Dio non ci ha amato a parole. Ha dato tutto se stesso, “sino alla fine�? (Gv 13,1). Non ci ha amato per interesse, ma gratuitamente. 
È un amore da vertigini. Di fronte alla sua testimonianza la nostra idea di amore impallidisce.
 
È questa “la logica di Dio, la logica dell’amore, la logica dell’Incarnazione e della Croce?. Noi, che viviamo l’amore in modo molto misero, possiamo “arricchirci con la sua povertà?. Questo Lui desidera, per imparare ad “amare come Lui ci ha amato? (Gv 13,34;15,12). Questa possibilità di vita nuova, ricca dell’amore di Dio, è il dono che Cristo vuol farci con la sua Pasqua di morte e risurrezione.  Apparentemente nella nostra vita personale e sociale non cambia nulla. La crisi continua a mordere le nostre famiglie e i nostri paesi con il crollo dell’economia e con la carenza di lavoro, provocando gravi disagi sociali. La vita di molti fratelli e sorelle è segnata dalla solitudine e dalla mancanza di speranza. Eppure “l’amore che Cristo ha riversato nei nostri cuori�? (cfr Rm 5,5) può trasformare radicalmente il nostro atteggiamento di fronte ad ogni prova. Nell’accoglienza reciproca e nell’abbracciare con solidarietà la croce di tanti fratelli, possiamo combattere la miseria – non solo quella economica, ma anche quella spirituale e morale – con la stessa forza di Dio e possiamo irraggiare speranza nel nostro mondo. La Pasqua di Cristo comincia a portare il suo frutto.
È questa la nostra missione, la missione della Chiesa di Gesù. Il crocifisso risorto ci ha preceduto e non ci lascia soli: cammina con noi e insegnandoci a dare la vita ci conduce alla pienezza della vita. Buona Pasqua nel Signore!

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