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Messaggio di
S.E.Mons Giovanni Paolo Zedda Vescovo di Iglesias per
la Quaresima 2011
Sepolti con Cristo nel Battesimo per risorgere con Lui
Abbiamo iniziato il tempo della Quaresima. Essa non è un tempo di penitenza fine a se stessa, ma “segno sacramentale della nostra conversione” (Colletta della 1a domenica). Solo una autentica e costante conversione può aprirci ad una vera ricerca di Dio e a lasciarci avvolgere dalla luce e dalla gioia della Risurrezione. Sulla scia delle Linee pastorali mi sembra importante raccomandare che ogni nostra comunità parrocchiale profitti del tempo di Quaresima anzitutto per incrementare l'impegno dell'ascolto della Parola (Cerchiamo il volto del Signore, n. 16).
Quest'anno “la Chiesa, nei testi evangelici delle domeniche di Quaresima, ci guida ad un incontro particolarmente intenso con il Signore, facendoci ripercorrere le tappe del cammino dell'iniziazione cristiana” (Benedetto XVI – Messaggio per la Quaresima 2011). I brani evangelici che risuoneranno nelle nostre assemblee domenicali (la tentazione nel deserto, la trasfigurazione, l'incontro con la samaritana, la guarigione del cieco nato, la risurrezione di Lazzaro) ci illumineranno sulla grazia e sulle esigenze del nostro Battesimo. Così l'attenzione alla Parola di Dio diventerà anche occasione preziosa per la riflessione personale e comunitaria sull'iniziazione cristiana e sull'impegno che ci è chiesto di fronte all'urgenza di una nuova evangelizzazione (Cerchiamo…, seconda scheda).
La Quaresima è più che il suggerimento di una ascesi individuale alla ricerca di una crescita interiore esclusivamente personale. È un cammino di Chiesa, e ogni discepolo di Cristo è chiamato ad impegnarsi in una comune missione di trasfigurazione del mondo quotidiano. Ciò avviene nel “crescere ogni giorno di più nella testimonianza autentica in tutti gli ambiti e in tutte le responsabilità che l'esistenza ci propone” (Cerchiamo…, terza scheda), nel vivere in ogni momento la realtà innovativa del Battesimo ricevuto e nell'aprire concretamente il cuore alle necessità di ogni fratello, vicino e lontano.
Due anni fa, all'inizio della difficile situazione economica e occupazionale che continua a pesare sul nostro territorio, con una Lettera alla Comunità diocesana invitavo a “vivere la crisi”, affiancando concretamente le persone e le famiglie maggiormente in difficoltà, superando la rassegnazione e il fatalismo, impegnandoci – a partire dall'ascolto della Parola di Dio e dell'insegnamento sociale della Chiesa e dall'esperienza della preghiera – a progettare, in dialogo con tutta la società, nuovi percorsi finalizzati ad un vero progresso che sia fondato (oltre che nella sfera personale e familiare, anche negli ambiti sociali, economici, imprenditoriali, politici) sull'attenzione al bene di ogni uomo e di tutto l'uomo.
Desidero rinnovare questo appello (Cerchiamo…, n. 12) all'inizio di questa nuova Quaresima.
Alla luce della “Settimana sociale dei cattolici italiani”, celebratasi a Reggio Calabria nell'ottobre scorso, una piccola Commissione di operatori dell'Ufficio di Pastorale Sociale, della Caritas Diocesana e del nostro Settimanale sta preparando una breve nota di riflessione, quasi una “Agenda di speranza per il Sulcis Iglesiente”. Verrà inviata a tutte le Comunità parrocchiali, alle Associazioni, ai Movimenti ecclesiali. Potrà essere utile come punto di partenza per una responsabilizzazione della nostra Chiesa: la missione evangelizzatrice esige che assumiamo l'onere della trasformazione del mondo, anche nelle sue strutture sociali, secondo il progetto di Dio.
Oltre a questo impegno di riflessione e di ricerca, allargando l'orizzonte al mondo intero, propongo – come segno di “conversione alle necessità dei fratelli” (Cerchiamo…, terza scheda, d.) – la realizzazione di un progetto per far ripartire un Centro ortopedico a Makeni in Sierra Leone. Vi lavora una giovane della nostra diocesi impegnata nel servizio civile con Caritas Italiana. Assumere questa iniziativa nel nostro cammino quaresimale vuole significare l'attenzione a vivere l'invito all'elemosina e al digiuno (ascoltato nel brano evangelico del mercoledì delle ceneri) non in senso “intimistico”. “Rendendo più povera la nostra mensa impariamo a superare l'egoismo per vivere nella logica del dono e dell'amore; sopportando la privazione di qualche cosa – e non solo di superfluo – impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro “io”, per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere Dio nei volti di tanti nostri fratelli (Benedetto XVI – Messaggio per la Quaresima 2011). Nei prossimi giorni la Caritas Diocesana preciserà meglio i particolari di questo progetto e suggerirà alle Comunità parrocchiali le modalità più opportune per assumere un impegno non solo di aiuto economico, ma anche di conoscenza e di condivisione con questi fratelli più poveri.
Il Signore aiuti ognuno di noi e tutta la nostra Chiesa in ogni parrocchia a vivere il cammino di conversione della Quaresima, per riscoprire e vivere la grazia del Battesimo e poter partecipare in pienezza alla gioia di Cristo risorto.
+ GIOVANNI PAOLO ZEDDA
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